Quali date verificare per il compenso dell’amministratore alla luce del TUIR?

Compenso dell’amministratore: quali date confrontare secondo gli artt. 50 e 95 TUIR e come correggere il raccordo tra pagamento e contabilità.

Hai attribuito il compenso dell’amministratore all’anno del verbale o della registrazione? Il primo controllo distingue due posizioni. Per l’amministratore, l’art. 50, comma 1, lettera c-bis), del D.P.R. 917/1986 comprende tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente le somme e i valori percepiti nel periodo d’imposta in relazione all’ufficio. Questa qualificazione richiede che l’ufficio non rientri nei compiti istituzionali del lavoro dipendente di cui all’articolo 46, comma 1, oppure nell’oggetto dell’arte o professione di cui all’articolo 49, comma 1, dello stesso decreto, secondo i rinvii testuali della disposizione.

Per la società o l’ente compreso nell’articolo 73, comma 1, invece, l’art. 95, comma 5, collega la deduzione dei compensi spettanti agli amministratori all’esercizio in cui sono corrisposti. Le date da ricostruire sono quindi percezione e corresponsione; nomina, decisione sul compenso, periodo dell’incarico e registrazione contabile servono a identificarne titolo e collocazione documentale. La sola delibera o registrazione non soddisfa il criterio temporale della corresponsione.

In sintesi

  • Per il percettore, parti dalla qualificazione dell’ufficio entro l’art. 50, comma 1, lettera c-bis): le esclusioni relative al lavoro dipendente e all’attività professionale cambiano il percorso di analisi.
  • Per società ed enti richiamati dall’art. 73, comma 1, individua l’esercizio della corresponsione secondo l’art. 95, comma 5.
  • Separa la data della nomina dalla data dell’atto che stabilisce il compenso: l’art. 2389 fa salva una diversa disposizione statutaria.
  • Per una SRL, leggi l’atto costitutivo e le competenze decisionali alla luce dell’art. 2479, senza presumere che ogni compenso debba sempre essere deciso dai soci.
  • Se il periodo indicato nel prospetto fiscale deriva soltanto dalla registrazione, ricostruisci prima il pagamento e poi il raccordo con la dichiarazione.

La data di percezione viene dopo la qualificazione del compenso

La domanda «quando lo ha ricevuto?» presuppone di aver chiarito a quale rapporto appartiene il compenso. L’art. 50, comma 1, lettera c-bis), riguarda anche le somme collegate agli uffici di amministratore di società, associazioni e altri enti, con o senza personalità giuridica. La denominazione utilizzata nel mastrino non risolve da sola questo passaggio: il confronto riguarda l’ufficio effettivamente svolto e le attività del percettore.

Le due esclusioni indicate nell’apertura hanno un effetto preciso sull’analisi: se l’ufficio rientra nei compiti istituzionali del lavoro dipendente oppure nell’oggetto dell’arte o professione esercitata, viene meno il presupposto per applicare la qualificazione qui descritta. La presenza di un altro rapporto di lavoro o di un’attività professionale, da sola, non risponde alla domanda: il punto è il rapporto tra quell’attività e l’ufficio di amministratore.

Quando ricorrono le condizioni della lettera c-bis), il testo considera le somme e i valori percepiti nel periodo d’imposta. Perciò, nel prospetto di controllo, la data di percezione deve avere una propria evidenza: copiarla dal verbale o dalla registrazione della società confonderebbe eventi differenti. Se i documenti di pagamento riportano date diverse, descrivi quale evento documenta ciascuna prima di assegnare il periodo.

Per la società conta l’esercizio della corresponsione

L’art. 95, comma 5, individua sia il soggetto sia il criterio temporale: riguarda i compensi spettanti agli amministratori delle società ed enti di cui all’articolo 73, comma 1, e li colloca nell’esercizio in cui sono corrisposti. La data della decisione sul compenso risponde a una domanda diversa da quella del pagamento. Anche il periodo al quale l’attività si riferisce resta distinto dall’esercizio della corresponsione.

Se un compenso è registrato in un esercizio e corrisposto nel successivo, il criterio temporale espresso dal comma 5 segue la corresponsione. Questo chiarisce il raccordo da esaminare tra contabilità e determinazione del reddito; non certifica, attraverso il solo pagamento, ogni altro elemento della deduzione. Nel caso concreto restano da identificare il soggetto erogante e il compenso spettante cui quel pagamento si riferisce.

Lo stesso comma disciplina anche i compensi erogati sotto forma di partecipazione agli utili, prevedendone la deducibilità anche se non imputati al conto economico. Questa previsione riguarda quella specifica forma di compenso: non autorizza a estendere la medesima conclusione a qualsiasi somma riconosciuta all’amministratore.

Il vantaggio operativo del controllo è poter collegare il calendario degli esborsi al relativo esercizio fiscale. Spostare un pagamento e individuare una deduzione sono decisioni con effetti diversi sulla liquidità e sul reddito: il solo cambiamento della data non dimostra un risparmio fiscale complessivo.

Nomina e decisione sul compenso: quale data documentare

Nel contesto dell’art. 2389 del Codice civile, salvo diversa disposizione dello statuto, i compensi sono stabiliti all’atto della nomina dall’organo competente per essa. Il confronto concreto mette quindi accanto la data della nomina, il testo statutario applicabile e l’atto che determina il compenso. Se queste informazioni si trovano in documenti diversi, il prospetto deve conservarne la distinzione.

Per gli amministratori investiti di particolari cariche in conformità dello statuto, lo stesso articolo prevede una disciplina specifica: la remunerazione è stabilita dal consiglio, sentito il parere dell’organo di controllo. Se lo statuto lo prevede, l’assemblea può determinare un importo complessivo per tutti gli amministratori, inclusi quelli con particolari cariche. La data da ricostruire dipende dunque anche dalla decisione effettivamente adottata e dalla posizione interessata.

Per una SRL, l’art. 2479 attribuisce ai soci le materie riservate dall’atto costitutivo, oltre agli argomenti sottoposti alla loro approvazione nei termini della disposizione. Non basta trasferire alla SRL la regola dell’art. 2389: il punto di partenza è l’atto costitutivo della società interessata. Qui il controllo della data deve accompagnarsi all’identificazione di chi ha assunto la decisione e del relativo documento.

Percorso di correzione se le date sono state confuse

  1. Individua l’evento attribuito al periodo sbagliato. Leggi la riga del prospetto fiscale e annota se la data proviene dal verbale, dal mastrino o dalla documentazione del pagamento. Il risultato iniziale è riconoscere quale evento è stato usato per sostenere l’attribuzione temporale.
  2. Ricostruisci separatamente le due posizioni. Per il percettore identifica qualificazione e percezione; per la società o ente interessato identifica compenso spettante e corresponsione. Collega ogni dato al suo documento, senza completare le caselle mancanti copiando date da altre colonne.
  3. Correggi il raccordo, poi definisci l’intervento. Confronta l’esercizio risultante dal criterio dell’art. 95, comma 5, con quello riportato nel prospetto fiscale. Se divergono, segnala la riga e la ragione della divergenza; la scelta dell’intervento su contabilità o dichiarazione richiede di conoscere lo stato della pratica.

Un’applicazione illustrativa chiarisce il passaggio. Ipotizziamo una società compresa nell’articolo 73, comma 1, un compenso spettante deliberato e contabilizzato nel 2025 e una corresponsione documentata nel settembre 2026. Ipotizziamo inoltre che il prospetto fiscale lo abbia attribuito al 2025 copiando la data contabile. Il criterio temporale dell’art. 95, comma 5, conduce al 2026: la correzione del prospetto consiste nel sostituire il riferimento ricavato dalla registrazione con quello della corresponsione. Questo risolve l’errore temporale individuato, senza attestare l’intera deducibilità del costo.

Una prova di corresponsione diversa da quella ipotizzata cambierebbe tale conclusione. Sul lato del percettore, una diversa qualificazione dell’ufficio cambierebbe invece il percorso fondato sull’art. 50. Per il raccordo con una registrazione incoerente può essere utile l’approfondimento sull’esame di un errore nel conto economico ai fini del reddito imponibile.

Quando affidare il controllo allo studio

Quando coinvolgere lo studio. Per una prima valutazione, descrivi la situazione, l'urgenza e un elenco dei documenti disponibili, senza allegare documenti personali o riservati.

Quando coinvolgere lo studio. Per una prima valutazione, descrivi la situazione, l'urgenza e un elenco dei documenti disponibili, senza allegare documenti personali o riservati.

Coinvolgi lo studio prima della delibera, se non è chiaro quale atto debba stabilire il compenso, oppure prima della chiusura fiscale, se pagamento e registrazione ricadono in esercizi diversi. Una data decisiva non ricostruibile o una divergenza che interessa una dichiarazione già presentata sono il punto in cui portare il problema alla valutazione professionale.

Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, esamina il caso concreto confrontando qualificazione del compenso, documentazione societaria, pagamento, contabilità e dichiarazione. Il lavoro chiarisce quali date sostengono la posizione fiscale, quali elementi mancano e quali passaggi considerare per decidere o correggere.

Nel form descrivi, per una prima valutazione senza impegno, la situazione, l’eventuale urgenza, l’esercizio interessato e la data di pagamento se conosciuta; indica soltanto quali documenti sono disponibili tra statuto, verbale, incarico, cedolini o quietanze e mastrino. Le modalità di trasmissione dei documenti saranno concordate dopo il contatto.

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